Come funziona un compro oro? Info e dettagli

Come funziona un compro oro? Info e dettagli

L’opinione pubblica oggi non vede di buon occhio i compro oro. I motivi di questa particolare diffidenza sono da vedere soprattutto nella mancanza di informazioni chiare che venivano rilasciate dai compro oro e alle numerose truffe a danno dei soggetti che si sono affidati a queste attività nel corso degli anni. Molte famiglie, ad esempio, non avendo la possibilità di usufruire di prestiti tradizionali presso banche e finanziarie, spesso scelgono di ricavare una certa liquidità dalla vendita di gioielli e oggetti in oro, tra cui anche gli gioielli di famiglia.

Con il tempo, i compro oro hanno creato un giro di affari anche particolarmente elevato e che prevede delle somme di denaro particolarmente alte. Vediamo nel dettaglio che cosa sono i compro oro, ma soprattutto come funzionano.

Compro oro: perché tanta diffidenza

Nonostante in passato i compro oro fossero delle attività spesso gestite da truffatori, oggi la situazione è decisamente migliorata. Soprattutto in questi ultimi anni, questo settore ha visto una certa rinascita. Infatti, sono molti i soggetti che hanno deciso di abbandonare il loro lavoro, soprattutto in tempi di crisi economica e hanno scelto così di aprire un compro oro.

Molte persone hanno deciso di vendere l’oro di famiglia, soprattutto ad esempio coloro che non hanno avuto la possibilità di ottenere delle soluzioni di finanziamento presso una banca o una società di credito precisa. Il numero di compro oro oggi è nuovamente in crescita. Naturalmente, sono ancora tante le attività che sono caratterizzate da una scarsa trasparenza. È importante quindi andare alla ricerca dei compro oro e delle attività che sono davvero serie e affidabili e che possono fare quindi di più al caso nostro.

Come funzionano e come avviene lo scambio da oro a contanti

Chi ha bisogno di denaro può accettare il pagamento sia in contanti che anche tramite strumenti di pagamento tracciabili, ad esempio attraverso un bonifico bancario oppure tramite assegno. Nel nostro paese, sono state emesse delle politiche che hanno lo scopo di contrastare l’utilizzo del contante. Si tratta infatti di uno strumento attraverso il quale si possono sottrarre delle risorse al fisco rispetto invece a degli strumenti di pagamento tracciabili, come nel caso dei bonifici e degli assegni. La normativa di antiriciclaggio rappresenta oggi un punto fermo per quanto concerne le transazioni effettuate dai compro oro.

Tieni conto che è previsto un limite di 499€, oltre il quale è obbligatorio l’utilizzo di uno strumento tracciabile anche solo per la parte eccedente, ovvero superiore ai 499€. Fino a questa cifra quindi si può ottenere una somma di denaro in contanti dalla vendita dei propri gioielli e dei propri oggetti in oro. A questa normativa devono attenersi non solo gli esercenti che rischiano di chiudere definitivamente il proprio esercizio commerciale, ma anche i clienti. Qui puoi trovare tutto sui compro oro e su quello che permette il loro funzionamento.

Leggi previste per tutti i compro oro

Chi oggi sceglie di aprire un compro oro deve sottostare ad alcune leggi, in particolare a quelle previste dal decreto legislativo 92 del 2017. Si tratta di un decreto che obbliga tutti gli esercenti di compro oro a mettere in atto una procedura specifica. I compro oro devono infatti provvedere ad identificare il cliente e la sua identità attraverso l’esibizione di un documento di identità o di un altro documento di valore equivalente, come nel caso della patente di guida. Qui si può trovare una lista completa di tutti gli obblighi previsti e dei requisiti che occorre rispettare.

Inoltre, i compro oro devono utilizzare un conto corrente bancario o postale per eseguire le transazioni finanziarie per ogni singola operazione. Si deve utilizzare una scheda all’interno della quale sono presenti dei contenuti e dei dati che identificano il cliente, oltre che una descrizione sintetica dell’oggetto prezioso che si ha tra le mani. Occorre inoltre provvedere anche alla conservazione della scheda della ricevuta dell’operazione per un certo periodo di tempo, come previsto dalla normativa attuale sulla privacy e sull’antiriciclaggio.