Zecche sul cane: come riconoscerle, rimuoverle e quando preoccuparsi
La primavera porta con sé erba alta, boschi, passeggiate lunghe — e zecche. Sono piccole, quasi invisibili nella pelliccia, e molti cani ne tornano a casa con una attaccata alla pelle senza che il proprietario se ne accorga per ore. Il problema non è tanto la zecca in sé, quanto quello che può trasmettere mentre si nutre: agenti patogeni che in alcuni casi causano malattie serie, sia nel cane che nell’uomo. Sapere come riconoscerle, rimuoverle correttamente e prevenirne l’infestazione è una competenza concreta che ogni proprietario di cane dovrebbe avere.
Cosa sono le zecche e dove si trovano
Le zecche sono aracnidi ematofagi — si nutrono di sangue — e appartengono alla stessa famiglia dei ragni, non degli insetti. Aspettano l’ospite in posizione di agguato su steli d’erba, foglie basse e arbusti, con le zampe anteriori estese, pronte ad aggrapparsi al primo animale o essere umano che passa a contatto.
Si trovano principalmente in ambienti umidi e ombreggiati: boschi, prati incolti, siepi, margini dei sentieri. Ma non bisogna andare in montagna o in campagna per incontrarle — parchi urbani, giardini condominiali e aree verdi delle città sono ambienti frequentati da zecche, soprattutto nelle stagioni calde.
Le zecche più comuni in Italia
Come evidenziato da una ricerca pubblicata dal Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie dell’Università di Parma, istituzione accademica italiana di riferimento per la parassitologia veterinaria, in Italia le specie di zecche più rilevanti per i cani sono tre: Ixodes ricinus, Dermacentor reticulatus e Rhipicephalus sanguineus.
Ognuna ha caratteristiche diverse:
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Ixodes ricinus (zecca dei boschi): la più diffusa in Italia settentrionale e centrale, attiva da marzo a novembre, principale vettore della malattia di Lyme e dell’encefalite da zecche
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Dermacentor reticulatus (zecca del prato): presente soprattutto in pianura padana, attiva anche in autunno e inverno nei giorni miti, vettore della Babesiosi canina
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Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane): diffusa in tutto il territorio nazionale, resiste bene agli ambienti domestici, vettore della Ehrlichiosi e della Rickettsiosi
Dove si nascondono sul cane
Dopo essersi aggrappata al pelo, la zecca cerca un punto con pelle sottile e buona vascolarizzazione. Le zone più frequenti su cui trovarle sono:
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Testa e collo, soprattutto dietro le orecchie e sotto la mandibola
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Zona ascellare e inguinale
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Tra le dita delle zampe
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Zona perianale e base della coda
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Pieghe della pelle nei soggetti con cute abbondante
Dopo ogni uscita in aree a rischio è buona abitudine passare le mani contropelo sul cane, controllando sistematicamente queste zone. Le zecche giovani (ninfe) sono grandi quanto una capocchia di spillo — con un controllo frettoloso è facile non vederle.
Come rimuovere una zecca in modo corretto
La rimozione va fatta il prima possibile — il rischio di trasmissione di agenti patogeni aumenta con le ore di attacco. La procedura corretta è:
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Procurarsi un levazecche o pinzette a punta fine — gli uncini specifici per zecche sono più efficaci perché permettono un movimento rotatorio che allenta l’ancoraggio
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Afferrare la zecca il più vicino possibile alla pelle, senza stringere il corpo
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Tirare con movimento lento, costante e leggermente rotatorio — senza strappi bruschi
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Verificare che la testa sia stata rimossa completamente
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Disinfettare la zona con un antisettico
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Eliminare la zecca in modo sicuro — non schiacciarla tra le dita, ma immergerla in alcol o avvolgerla in scotch
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Annotare data e zona di ritrovamento per riferirlo al veterinario in caso di sintomi successivi
Cosa non fare mai
Esistono metodi di rimozione ancora molto diffusi ma sbagliati, che aumentano il rischio di trasmissione dei patogeni:
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Non bruciare la zecca con fiammifini o sigarette — lo stress termico la fa rigurgitare aumentando il rischio di contagio
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Non coprirla con olio, vasellina o alcol prima di rimuoverla — stesso effetto del calore
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Non schiacciarla con le dita — si liberano fluidi potenzialmente infetti
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Non strapparla con un gesto brusco — il rostro (la parte di ancoraggio) può rimanere nella pelle e causare infezioni locali
Malattie trasmesse dalle zecche al cane in Italia
Le zecche non sono solo fastidiose — sono vettori di patogeni che possono causare malattie gravi. In Italia le più rilevanti per i cani sono:
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Babesiosi (o piroplasmosi): causata dal protozoo Babesia canis o Babesia vogeli, distrugge i globuli rossi e può portare a anemia grave, ittero e insufficienza renale — richiede trattamento veterinario urgente
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Ehrlichiosi: causata da Ehrlichia canis, colpisce le piastrine e i globuli bianchi — sintomi: febbre, perdita di peso, sanguinamenti anomali
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Borreliosi di Lyme: causata da Borrelia burgdorferi, può causare zoppia, febbre e problemi renali cronici — spesso sottodiagnosticata perché i sintomi sono aspecifici
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Anaplasmosi: causata da Anaplasma phagocytophilum, sintomi simili all’Ehrlichiosi
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Rickettsiosi: causata da Rickettsia conorii, più rara ma potenzialmente grave
Tutte queste malattie sono zoonosi — possono essere trasmesse anche all’uomo, non direttamente dal cane, ma dalla stessa zecca che ha morso il cane e successivamente morde un essere umano.
Come prevenire le infestazioni durante tutto l’anno
La prevenzione è la strategia più efficace — e va mantenuta tutto l’anno, non solo in estate. Molte specie di zecche sono attive anche in autunno e nelle giornate miti invernali.
I prodotti antiparassitari disponibili si dividono in tre categorie principali:
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Spot-on (pipette): applicati sulla cute alla base del collo, proteggono per 4-6 settimane con azione repellente e acaricida
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Collari antiparassitari: rilascio continuo del principio attivo per 5-8 mesi, pratici per cani che richiedono protezione prolungata
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Compresse orali: il principio attivo agisce nel sangue del cane — la zecca muore dopo il morso. Durata variabile da 1 a 3 mesi secondo il prodotto
Nessun metodo offre protezione assoluta al 100%. La combinazione tra prodotto antiparassitario adeguato e controllo manuale regolare dopo le uscite in aree verdi è la strategia più sicura. Per trovare il prodotto più adatto al proprio cane in base a peso, età e stile di vita, su ipelosi.it è disponibile una selezione di antiparassitari per cani tra le tipologie più usate per la protezione da zecche, pulci e altri parassiti.
FAQ
Come capire se una zecca ha trasmesso malattie al cane?
Non è possibile saperlo immediatamente dopo il morso. I sintomi delle malattie trasmesse da zecche compaiono generalmente da 1 a 3 settimane dopo l’esposizione. Vanno monitorati: febbre, stanchezza improvvisa, perdita di appetito, zoppia, pallore delle mucose. Se compaiono uno o più di questi segnali entro un mese da un morso di zecca, è indicata una visita veterinaria con analisi del sangue.
La zecca può trasmettere malattie anche se rimossa entro poche ore?
Il rischio si riduce significativamente con una rimozione rapida. Per la maggior parte dei patogeni la trasmissione richiede almeno 24-48 ore di attacco. Per la Babesiosi i tempi possono essere più brevi. In ogni caso, prima si rimuove la zecca, meglio è.
Il cane vaccinato contro la Leishmania è protetto anche dalle zecche?
No — la vaccinazione anti-Leishmania protegge da quella specifica malattia, trasmessa dai pappataci (flebotomi), non dalle zecche. Sono parassiti e vettori diversi che richiedono protezioni diverse.
Un cane che vive in appartamento ha bisogno di antiparassitari per le zecche?
Sì, se esce regolarmente in aree verdi — anche parchi o giardini condominiali. Le zecche non vivono solo in campagna o montagna. La protezione antiparassitaria è raccomandata per tutti i cani che escono all’esterno, indipendentemente dal contesto in cui vivono.
Quanto tempo dopo la rimozione di una zecca bisogna portare il cane dal veterinario?
Non è necessario andarci immediatamente se la rimozione è avvenuta correttamente e il cane non mostra sintomi. È utile invece farlo se il rostro è rimasto nella pelle, se la zona è gonfia o infetta, o se entro 2-3 settimane compaiono sintomi come febbre, letargia o zoppia.
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