Consulenza diritto industriale: in quali casi è necessaria?

Consulenza diritto industriale in quali casi è necessaria

Rivolgersi a uno studio legale specializzato in consulenza diritto industriale, come lo Studio Legale Adamo, è fondamentale per tutte quelle aziende che ritengono essere vittime di comportamenti scorretti da parte di un concorrente.
La gamma di reati di questa tipologia è piuttosto variegata, scopriamone subito alcuni che ricorrono con una certa frequenza e che possono senz’altro causare dei grossi danni alle aziende che ne sono vittime.

Consulenza diritto industriale per contraffazione

Quando si parla di concorrenza sleale diritto commerciale, uno dei primi reati che viene in mente è quello della contraffazione.
Aziende sleali, infatti, possono immettere sul mercato dei prodotti presentandoli come se fossero quelli dell’azienda vittima, ma in realtà non è affatto così e questo, è evidente, può causare un danno commerciale davvero molto elevato.
Quando si parla di contraffazione, peraltro, non si deve pensare esclusivamente alla contraffazione di prodotto: anche riprodurre illecitamente il brand dell’azienda vittima su una confezione è a tutti gli effetti un reato.

Imitazione: cosa la distingue dalla contraffazione

Anche l’imitazione è un reato commerciale molto diffuso e mentre nella contraffazione si fa un ricorso improprio a marchi e brevetti di aziende concorrenti del tutto ignare, in questo caso si ha come obiettivo quello di indurre all’errore il consumatore.
In questi casi, dunque, si immette sul mercato un prodotto che per caratteristiche e aspetto si presenta come analogo a quello dell’azienda concorrente che si vuol penalizzare, ma che in realtà non è affatto originale.
Come si può immaginare, dunque, l’imitazione può essere più subdola rispetto alla contraffazione, di conseguenza usufruire di una consulenza specializzata può essere determinante.

Storno di dipendenti

Lo storno di dipendenti è una pratica concorrenziale scorretta che può avere effetti davvero deleteri, sia a livello organizzativo che di immagine, e che non è affatto semplice da dimostrare.
Come noto, un lavoratore dipendente è sempre libero di rassegnare le dimissioni, nelle modalità e nelle tempistiche previste dalla legge, e di farsi assumere da un’azienda concorrente, tuttavia laddove un competitor assuma i dipendenti di una determinata azienda con lo scopo primario di danneggiarla, si può configurare uno storno di dipendenti.
In questi casi, spetta all’azienda danneggiata l’onere di dimostrare che la condotta del concorrente vada al di là di quelle che sono le libertà del mercato, di conseguenza avvalersi di una consulenza è fondamentale per riuscire a dimostrare a livello giudiziale il fatto di essere stati vittime di una concorrenza sleale e che, da tale condotta del concorrente, siano derivati dei danni.

Comportamenti sleali di ex dipendenti ed ex agenti

Come si diceva, un dipendente o un collaboratore è libero di abbandonare un’azienda e di iniziare ad operare per l’impresa che gli offre condizioni più vantaggiose, tuttavia in circostanze come queste il lavoratore potrebbe compiere delle azioni che vanno al di là della sua libertà professionale.
Se un lavoratore rivela alla nuova azienda aspetti organizzativi dell’azienda in cui operava in precedenza, aspetti che, per ovvie ragioni, dovrebbero restare segreti, si configura un comportamento sleale che può essere perseguito a norma di legge.
Per evitare situazioni di questo tipo, peraltro, può essere una buona regola quella di far firmare al nuovo dipendente o collaboratore degli specifici accordi di riservatezza da rispettare anche una volta conclusa la sua esperienza.

Vendita sottocosto

Se un concorrente immette sul mercato dei prodotti sottocosto, ovvero con un prezzo con cui non potrebbe mai ricavare un utile, si potrebbe configurare un reato di concorrenza sleale.
Il perché è presto detto: una logica di questo tipo, infatti, ha come unico obiettivo quello di danneggiare il concorrente: il consumatore, ovviamente, a parità di qualità si orienta verso il prodotto più economico, ma trattandosi di sottocosto anche l’azienda che pratica tali tariffe sta andando in perdita, intraprendendo un comportamento che può avere come unico obiettivo quello di arrecare un danno al competitor.